Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Palais-Royal
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwdgPalais-Royal, insieme monumentale (mwdwpalazzo, mweagiardino, mweqgallerie, mwegteatro) a nord del mwewpalazzo del Louvre nel mwfaI arrondissement di Parigi, è un luogo importante della mwfgstoria della Francia e della vita mwfwparigina. Fino al 1848 appartenne alla mwgadinastia d'Orléans.

Al suo interno ospita il mwggConsiglio di Stato, il mwgwConsiglio costituzionale ed il mwhaMinistero della cultura, oltre ad una sala della mwhqComédie-Française chiamata mwhgSalle Richelieu. Nel mwhw1830 la mwiaCour d'Honneur venne chiusa a nord dal più famoso porticato ad arcate di mwiqParigi, la cosiddetta mwigGalerie d'Orléans, in seguito demolita. Dal mwiw1986 il cortile principale del palazzo accoglie l'opera di mwjaDaniel Buren dal titolo mwjqmwjgLes Deux Plateaux, nota come «le mwjwcolonne di Buren»

Dal mwkq1994 è classificato come mwkgMonumento storico di Francia.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

Dal Palais-Cardinal al Palais-Royal

Il palazzo venne costruito sul terreno dove un tempo sorgeva l'mwoghôtel de Rambouillet con un tratto delle mwowMura di Carlo V, per volere del mwpaCardinale Richelieucite-ref-horne131-1-0[1] (per questo motivo il palazzo fu inizialmente chiamato mwqqPalais Cardinal) come propria residenza personale a mwqgParigi. Il progettista incaricato dei lavori, l'mwqwarchitetto mwraJacques Lemercier, iniziò i lavori di progettazione nel mwrq1629, iniziando la costruzione nel mwrg1633 e terminandola nel mwrw1639.

Alla morte di Richelieu nel mwsq1642, il palazzo passò in eredità al re ed allora acquisì il nome di mwsgPalais-Royal.cite-ref-horne131-1-1[1] Dopo la morte di mwtwLuigi XIII che avvenne l'anno successivo, il palazzo divenne residenza della regina madre mwuaAnna d'Austria e dei suoi giovani figli, mwuqLuigi XIV e mwugFilippo, duca d'Angiò,cite-ref-2[2] che qui vissero con il consigliere di stato, il mwvwCardinale Mazzarino.

Dal mwwq1649, il palazzo divenne anche la residenza delle esiliate mwwgEnrichetta Maria e mwwwEnrichetta Anna Stuart, rispettivamente moglie e figlia del deposto re mwxaCarlo I d'Inghilterra. Le due erano fuggite dall'mwxqInghilterra nel bel mezzo della mwxgGuerra civile inglese ed avevano cercato aiuto presso il nipote di Enrichetta Maria, re Luigi XIV.

La residenza dei duchi di Orleans

Enrichetta Anna sposò in seguito il fratello minore di re Luigi, mwyqFilippo, duca di Orleans nella cappella del palazzo il 31 marzo mwyg1661. L'anno successivo la nuova duchessa d'Orleans diede alla luce nel palazzo una figlia, mwywMaria Luisa d'Orleans. Dopo il matrimonio dei due, il palazzo divenne la principale residenza della mwzaCasa degli Orleans dal momento che il re con la sua corte si era trasferito dapprima al mwzqLouvre e poi a mwzgVersailles reputando il palazzo troppo piccolo per le esigenze della corte e troppo al centro della caotica capitale, lasciandolo quindi al fratello.

La nuova duchessa, si impegnò da subito per ammodernare la residenza creando splendidi giardini ornamentali che si disse fossero i più belli di tutta Parigi. Sotto la nuova coppia ducale proprietaria, il mwbgPalais-Royal divenne uno dei centri sociali più noti della capitale, essendo spesso sede di sontuosi mwbwballi di corte a cui era invitata solo la mwcacrème de la crème della società francese. Tra gli ospiti fissi di questi eventi era possibile notare alcune delle personalità principali dello scenario di stato dell'epoca come la regina madre mwcqAnna d'Austria, la mwcgduchessa di Montpensier, la principessa mwcwde Condé e la mwdade Conti. Anche i favoriti di Filippo furono assidui frequentatori del palazzo.

Il palazzo venne ridecorato e vennero creati nuovi appartamenti da destinare alle servitrici ed allo staff della duchessa. Molte di quelle che poi divennero amanti e favorite di mwdgLuigi XIV si trovavano qui al servizio: mwdwLouise de La Vallière, che diede qui alla luce due figli del re nel 1663 e nel 1665, mweaFrançoise-Athénaïs de Montespan, che soppiantò Louise e mweqAngélique de Fontanges, che fu al servizio della seconda duchessa d'Orleans.

Dopo la morte di Enrichetta Anna nel 1670 il duca si risposò con mwewElisabetta Carlotta del Palatinato che al contrario preferì risiedere al mwfaCastello di Saint-Cloud, facendo convergere verso questa opinione anche il successivo duca di Orleans, mwfqFilippo Carlo noto col titolo di mwfgduca di Chartres.cite-ref-referencea-3-0[3]

Francesca Maria di Borbone, duchessa d'Orleans

Nel mwkq1692, in occasione del matrimonio del mwkgduc de Chartres con mwkwFrancesca Maria di Borbone, mwlamademoiselle de Blois, figlia legittimata di mwlqLuigi XIV e di madame de Montespan, il re decise di supportare i desideri degli Orleans nel voler migliorare ed ingrandire il palazzo.

Sfruttando la ricorrenza del matrimonio, vennero costruiti nuovi appartamenti e venne fornito un nuovo mobilio nell'ala est verso l'attuale rue de Richelieu.cite-ref-referencea-3-1[3] Fu in quest'occasione che Filippo diede commissione di realizzare una galleria per accogliere la famosa mwnaCollezione Orleans con dipinti famosi di inestimabile valore, che venne aperta poco dopo al pubblico. L'architetto incaricato dei nuovi lavori fu mwnqJules Hardouin-Mansart,cite-ref-4[4] ed il costo totale della ricostruzione si aggirò attorno alle 400.000 mwoglivre.cite-ref-referencea-3-2[3] L'assistente di Hardouin-Mansart, mwpwFrançois d'Orbay, realizzò una cartografia dettagliata del sito prima di intervenire e dopo gli interventi, affidando il disegno dei giardini al celebre architetto del verde mwqaAndré Lenôtre che stava operando anche alla mwqqReggia di Versailles.

Dopo l'allontanamento di mwqwMadame de Montespan e l'arrivo del suo successore, mwraMadame de Maintenon che fece pressione sul re per proibire ogni intrattenimento lascivo a mwrqVersailles, il mwrgPalais-Royal tornò nuovamente alla ribalta sociale.cite-ref-5[5] Quando il duca d'Orleans morì nel mwsw1701, suo figlio divenne il nuovo capo della casata. I nuovi duca presero residenza al mwtaPalais-Royal e qui infatti nacquero due delle loro figlie, mwtqCarlotta Aglae di Borbone-Orléans, poi duchessa di Modena, e mwtgLuisa Diana di Borbone-Orléans, poi principessa di Conti.

Il palazzo durante La Régence ed il regno di Luigi XV

Alla morte di Luigi XIV nel mwvw1715, questi venne succeduto dal suo pronipote di appena cinque anni. Il duca di Orleans divenne reggente per il giovane mwwaLuigi XV, ponendo le basi del governo della Francia proprio al mwwqPalais-Royal, mentre il giovane re continuò a vivere nel vicino mwwgPalazzo delle Tuileries.

Dopo la reggenza, la vita sociale del palazzo tornò ad ogni modo sottotono. Luigi XV, quando crebbe a sufficienza per governare autonomamente, spostò nuovamente la corte a mwxaVersailles e mwxqParigi tornò ad essere ignorata. Lo stesso accadde quindi per il mwxgPalais-Royal: mwxwLuigi di Borbone-Orléans, che succedette al padre come duca d'Orleans, e suo figlio mwyaLuigi Filippo vissero prevalentemente a Saint-Cloud, che era rimasto perlopiù disabitato dalla morte della principessa palatina nel mwyq1722.

Il mwywPalais-Royal tornò alla ribalta con il matrimonio tra mwzaLuisa Enrichetta di Borbone che qui sposò Luigi Filippo nel mwzq1743. Per l'occasione vennero infatti realizzati nuovi appartamenti (collocati in quella che attualmente è la sezione nord verso Rue-de-Valois) realizzati a metà del secolo dall'architetto mwzgPierre Contant d'Ivry.cite-ref-6[6] La duchessa morì all'età di soli 32 anni nel mw0w1759.

Il palazzo durante la proprietà di Luigi Filippo II d'Orleans

Alcuni anni dopo la morte di Luisa Enrichetta, suo marito segretamente sposò la sua amante, la mw1gmarchesa di Montesson, e la coppia decise di prendere residenza la Castello di Sainte-Assise dove il duca morì nel 1785.

Nel 1785, mw2qLuigi Filippo II di Borbone-Orléans succedette così a suo padre come capo della casata d'Orleans. Questi era nato al castello di Saint-Cloud ma successivamente si era trasferito al mw2gPalais-Royal con la moglie e qui aveva preso residenza stabile grazie anche alle copiose sostanze portate in dote dalla moglie mw2wLuisa Maria Adelaide di Borbone che aveva sposato nel 1769. Il figlio primogenito della coppia, mw3aLuigi Filippo III d'Orleans nacque in questo palazzo nel 1773.

Luigi Filippo II a partire dal mw3g1780 prese possesso pienamente del palazzo, espandendo e ridisegnando l'intero complesso degli edifici e dei giardini tra il mw3w1781 ed il mw4a1784. Nel mw4q1784, vennero realizzate strutture per il commercio, sedi di botteghe e luoghi di intrattenimento. Sebbene il mw4gmw4wcorps de logis rimase residenza privata degli Orleans, le arcate che circondavano i suoi giardini si arricchirono di ben 145 negozi, caffè, saloni, parrucchieri, librerie, musei e chioschi di bevande e rinfreschi. Il palazzo tornò così nuovamente al centro dell'attenzione della vita sociale di Parigi, divenendo uno dei centri commerciali della capitale. Esso era infatti frequentato dall'aristocrazia, dalla borghesia e dal popolo, vivendo le contraddizioni delle grandi discussioni letterarie e culturali unite alle iniziative estroverse dei debosciati (fu un noto luogo di ritrovo per prostitute) oltre che di attivisti della mw5amassoneria.

La costruzione dei teatri del Palais-Royal

Il mw8aPalais-Royal conteneva già da diverso tempo uno dei più importanti teatri pubblici di Parigi, posto nell'ala ovest verso rue Saint-Honoré (su un sito posto presso l'attuale rue de Valois).cite-ref-7[7] Il primo teatro costruito in loco venne realizzato tra il 1637 ed il 1641 su disegno dell'architetto Lemercier e divenne inizialmente col nome di mw9gSalone del Palais-Cardinal. Questo teatro fu una delle sedi principali della mw9wtroupe di mw-aMolière dal mw-q1660, quando già esso era divenuto il mw-gThéâtre du Palais-Royal. Dopo la morte di Moliere nel 1673 il teatro venne concesso a mw-wJean-Baptiste Lully che lo utilizzò come sede per la sua mw-aAcadémie Royale de Musique (il nome ufficiale dell'mw-qOpera di Parigi all'epoca).cite-ref-8[8]

Il teatro dell'Opera venne distrutto da un incendio nel mwaqg1763 e venne pertanto ricostruito su disegno dell'architetto Pierre-Louis Moreau Desproux in un luogo di poco ad est del sito originario (dove attualmente si trova rue de Valois) e riaperto al pubblico nel mwaqo1770. Questo secondo teatro continuò ad essere utilizzato come sede dell'Opera parigina sino al 1781, quando venne nuovamente distrutto da un incendio, ma questa volta non venne ricostruito.cite-ref-9[9]

Su richiesta di Luigi Filippo II, vennero costruiti poco dopo due nuovi teatri per il mwarcPalais-Royal. Entrambi vennero progettati mwargVictor Louis, architetto che disegnò anche le gallerie per il complesso. Il primo teatro, che aprì ufficialmente il 23 ottobre mwark1784, era un teatro delle marionette ed era posto nei giardini, all'intersezione della mwaroGalerie de Montpensier con la mwarsGalerie de Beaujolais.cite-ref-10[10] Noto inizialmente col nome di mwasaThéâtre des Beaujolais, divenne poi mwaseThéâtre Montansier dopo che Victor Louis lo ampliò per recitarvi opere più ampie. Successivamente, con l'inizio dei tumulti politici della mwasiRivoluzione francese, il teatro divenne noto con molti altri nomignoli. Nel mwasm1812 venne convertito in caffè teatro, ma nel mwasq1831 venne riaperto ancora una volta solo come teatro, acquisendo il nome di mwasuThéâtre du Palais-Royal, con cui è noto ancora oggi.cite-ref-11[11]

Il secondo teatro voluto da Luigi Filippo II era di dimensioni maggiori rispetto al primo e si trovava nell'angolo sud-ovest del complesso del palazzo, su mwatgrue de Richelieu. Esso venne inteso dalle sue origini come teatro dell'opera, ma molte compagnie si rifiutarono di recitarvi disponendo già di altre sedi, sino a quando l'offerta non venne rivolta al mwatkThéâtre des Variétés-Amusantes, già in mwatsmwatwboulevard du Temple. Questa compagnia cambiò il nome della struttura in mwat0Théâtre du Palais-Royal il 15 dicembre 1789, e quando questo venne completato il 15 maggio 1790 vi si installò in maniera stabile. Il 25 aprile 1791 la fazione anti-realista della mwat4Comédie-Française, guidata da mwat8François-Joseph Talma, lasciò il teatro della compagnia e si spostò in mwauarue de Richelieu, cambiando il proprio nome di mwaueThéâtre Français de la rue de Richelieu. Con la fondazione della mwauiPrima Repubblica francese nel settembre del mwaum1792, il teatro del nome venne nuovamente cambiato in mwauqThéâtre de la République. Nel mwauu1799 gli attori che si erano divisi in due compagnie, si riunirono al mwauyPalais-Royal ed il teatro divenne ufficialmente noto col nome di mwaucComédie-Française o mwaugThéâtre-Français, nomi che conserva tutt'oggi.cite-ref-12[12]

Palais de l'Égalité e la Rivoluzione

Durante il periodo della mwavyRivoluzione francese, Filippo d'Orleans divenne noto col nome di mwavcPhilippe Égalité e la sua stessa residenza parigina divenne nota col nome di mwavgPalais de l'Égalité, dal momento che durante la fase più radicale della rivoluzione,cite-ref-segard-13-0[13] egli si era reso particolarmente popolare a Parigi aprendo i giardini ed il palazzo a tutti i parigini e impiegando l'architetto neoclassico mwav0Victor Louis nella ricostruzione delle strutture attorno ai giardini del palazzo, facendo circondare i giardini da un colonnato regolare costellato di piccole attività (in una di queste mwav4Charlotte Corday comprò il coltello che poi utilizzò per pugnalare a morte mwav8Jean-Paul Marat).

Fu durante questo stesso periodo che qui venne aperto lo storico ristorante "mwaweLe Grand Véfour" che ancora oggi li si trova. Nel 1786, venne posizionato un cannone per il segnale orario del mezzogiorno in cima al palazzo: posto sul primo mwawimeridiano di Parigi, il meccanismo si attivava automaticamente grazie alla concentrazione dei raggi solari all'mwawmazimut tramite l'uso di una lente che concentrava i raggi stessi verso la miccia del cannone, attivandone il funzionamento a salve. L'mwawqabate Delille disse del palazzo in quest'epoca ironizzando proprio su questo segnale orario disapprovato da molti per la sua rumorosità:

(francese)

«Dans ce jardin on ne rencontre

Ni champs, ni prés, ni bois, ni fleurs.
Et si l'on y dérègle ses mœurs,
Au moins on y règle sa montre»

(italiano)

«In questo giardino non s'incontrano

né campi, né prati, né boschi, né fiori.

E se vi si sregolano i propri costumi,

almeno vi si regola il proprio orologio.»

(abate Delille, Les jardins ou l'art d'embellir les paysages)

Si dice che il mwawcMarchese de Sade faccia più volte riferimento al palazzo nel suo mwawgmwawkLa filosofia nel boudoir (1795) come luogo di prolifici mwawomwawspamphlet.

Durante il periodo della rivoluzione, il palazzo fu teatro di almeno due eventi importanti per lo sviluppo della rivolta:

• L'episodio del 12 luglio 1789 in cui mwaw8Camille Desmoulins, non appena udito del licenziamento di mwaxaNecker chiamò i parigini all'insurrezione. La cavalleria per tutta risposta caricherà la folla in piazza Luigi XV e la reazione di difesa dei parigini li porterà alla mwaxePresa della Bastiglia due giorni dopo.
• L'episodio del 20 gennaio 1793, dove il montagnardo mwaxmLouis-Michel Lepeletier de Saint-Fargeau, che aveva votato per la morte del re, fu assassinato da un monarchico in una delle sale del ristorante locale, tra gli attuali numeri civici 114 e 118. Divenne uno dei martiri della rivoluzione assieme a mwaxqMarat e a mwaxuJoseph Chalier.

Con l'abolizione della monarchia e la proclamazione della repubblica francese, il 2 aprile 1793 il duca d'Orleans venne arrestato nel palazzo col figlio più giovane. Il 6 novembre successivo, giorno della sua esecuzione, il palazzo divenne proprietà dello stato che gli diede l'asettico nome di mwaxcPalais du Tribunat. Il cortile continuò ad essere garantito ai negozianti che sino a quell'epoca lo avevano sfruttato, ma il moralismo di mwaxgRobespierre lo portò ad un "risanamento" generale della struttura, evitando il gioco d'azzardo e la prostituzione.cite-ref-segard-13-1[13]

Dopo la caduta di mwax4Robespierre, il palazzo divenne uno dei principali centri di opposizione alla mwax8Convenzione Nazionale. Il Consiglio di Stato decise di vendere il palazzo, ma il mwayaConsiglio dei Cinquecento preferì dapprima venderne l'arredamento interno e poi affittarne gli spazi interni come appartamenti singoli.

La restaurazione borbonica

Nel 1814, dopo l'abdicazione di Napoleone Bonaparte il palazzo fu restituito a mwaymLuigi Filippo, duca d'Orleans, tornato dalla Sicilia.

Dopo la mwaykRestaurazione dei mwayoBorboni, al mwaysPalais-Royal trovò impiego il giovane mwaywAlexandre Dumas nell'ufficio del potente mway0duca d'Orleans, che nel 1830 divenne re. Durante la mway4Rivoluzione del 1848, la folla di Parigi irruppe al mway8Palais-Royal e rovesciò il governo di mwazaLuigi Filippo, saccheggiando le sale del palazzo, bruciando e riducendo in pezzi molti dipinti, oggetti d'arte e mobili che vi erano conservati.

Tornato ancora una volta sotto il dominio dello stato francese, divenne noto col nome di mwaziPalais National. mwazmLuigi Napoleone Bonaparte, come presidente della rinata repubblica francese, dedicò il palazzo alle mostre artistiche tenendone ben due, una nel 1850 ed una nel 1852. Divenuto imperatore dei Francesi, mise il palazzo a disposizione dello zio mwazqGirolamo Bonaparte, fratello minore del celebre mwazuNapoleone, e da allora il palazzo divenne residenza ufficiale di quel ramo collaterale della mwazyfamiglia Bonaparte. Alla morte del principe, il palazzo passò a mwazcNapoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte, generale e cugino dell'imperatore mwazgNapoleone III.

Il Palais Royal oggi

Oggi il Palais-Royal ospita il Consiglio di Stato ed il Consiglio costituzionale francese, oltre ad una sala della Comédie-Française chiamata Salle Richelieu. Nel 1986 nel cortile del palazzo fu installata un'opera dell'artista concettuale mwaaaDaniel Buren: una serie di colonne disposte in un'area di 3.000 metri quadrati. L'opera, denominata mwaaeLes Deux Plateaux (ma meglio conosciuta come mwaaiLe Colonne di Buren), aprì un acceso dibattito sull'integrazione tra arte antica e moderna.

I giardini, molto ben curati, sono aperti al pubblico e possono liberamente essere visitati. Per arrivare al Palais-Royal bisogna prendere le linee 1 e 7 della mwaaqmetropolitana e scendere alla fermata mwaauPalais Royal - Musée du Louvre.

Gli anni delle follie al Palais-Royal

«Tutto ciò che è possibile trovare a Parigi si trova al Palais-Royal», così scriveva lo storico russo mwabkNikolaj Michajlovič Karamzin nel 1790), mentre Étienne-Léon de Lamothe-Langon nel suo mwabsLa Province à Paris del 1825 scrisse: «Parigi è la capitale della Francia, il Palais-Royal è la capitale di Parigi.mwabw ». Il mwab0Palais-Royal era infatti una tappa obbligatoria per gli stranieri e i provinciali in visita a Parigi. Le distrazioni e gli intrattenimenti presenti in questo luogo dalle riforme volute da mwab4Philippe Egalité erano infatti delle più varie:

• mwaceGli spettacoli

La storia moderna della mwacmmwacqComédie-Française iniziò proprio al mwacuPalais-Royal con la costruzione del nuovo teatro locale costruito su progetto di mwacyVictor Louis. La compagnia del 1791, guidata da mwaccTalma e dai suoi amici, portò ad una rottura della troupe per ragioni politiche sino al 1799 quando le compagnie si riunirono nuovamente. Il teatro mwacgMontansier (futuro mwackthéâtre du Palais-Royal), ricostruito da Victor Louis, contava 1300 posti e tre palchi. Il suo mwacofoyer era particolarmente animato. Il mwacsPalais-Royal vide fiorire una profusione di numerosi divertimenti e di teatri minori, tra cui ad esempio il mwacwThéâtre de Séraphin che attirava gente da tutto il mondo per i suoi particolarissimi spettacoli di mwac0ombre cinesi. Anche quello delle mwac4marionette era un genere particolarmente apprezzato. Curtius presentò nelle sale del palazzo la sua collezione di statue di cera ispirate ai personaggi celebri del momento. Ogni giorno nei giardini si riunivano dalle cento alle duecento persone per assistere allo spettacolo del segnale orario del mezzogiorno. Tra gli artisti più apprezzati si ricorda mwadaDumaniant.

• mwadmI ristoranti e i caffè

I ristoranti, con raffinati menù e tavoli singoli (separati dalla locanda propriamente detta), nacquero già sotto l'mwaduAncien Régime come esercizi stabili al mwadyPalais-Royal e si moltiplicarono nelle nuove gallerie progettate da Victor Louis. Vi si trovano ancora oggi i caffè più celebri d'Europa come "Very" (nº 83-85)cite-ref-14[14], "mwadsLe Grand Véfour" (nº 79-82), "les Frères provençaux" (nº 96-98), ma anche locali più alla mano per tasche più modeste. Tra i mwadwcafé più noti vi è indubbiamente il mwad0Mille Colonnes (nº 36) che, oltre ad interni lussuosi, venne aperto nel mwad41807 e da subito si specializzò nella sua celebre mwad8Belle Limonadière, una limonata particolarmente gustosacite-ref-15[15], il "café de Foy" (nº 56-60) davanti al quale mwaeyCamille Desmoulins lanciò la sua famosa frase «aux armes» ("alle armi!"), il "café Lamblin" (nº 100-101), luogo di incontro degli ufficiali dell'Impero così come dei nostalgici napoleonici durante la Restaurazione, il "café Valois", frequentato da realisti, il "café de la Rotonde" (nº 89-92) che ottenne da mwaegCambacérès l'autorizzazione di creare appunto una rotonda presso il giardino per la clientela, il "café des Aveugles" (nº 99-102) un café-caveau sotterraneo con tanto di orchestra, il "café Corrazza" (nº 9-12) noto luogo di incontro di mwaesgiacobini, frequentato anche da mwaewNapoleone Bonaparte, il "café Borel" (nº 114) col suo proprietario ventriloquo che attirava i curiosi.

• mwae8Le boutiques

Per il commercio, il successo del mwafePalais-Royal risiedeva essenzialmente nell'abbondanza e nella varietà delle merci proposte al pubblico. La densità delle mwafiboutiques era incredibile: presso il palazzo avevano sede in totale 400 attività. Vi si trovavano negozi di articoli di lusso, soprattutto gioiellerie e orologerie, ma anche sartorie, librerie e molto altrocite-ref-16[16] come mercanti di stampe e pubblicazioni licenziose. L'installazione della mwafcbourse de commerce nel mwafg1816 portò qui anche le personalità della vita finanziaria parigina e quanti erano legati strettamente al mercato come istituti di cambio e di credito.

• mwafsIl gioco

Il mwaf0Palais-Royal fu soprattutto un mwaf4casinò: creps, passe-dix, trente-un, biribi prosperarono ai numeri 9, 14, 18, 33, 113, 129, 154, senza comprendere i venti tavoli de mwaf8le Cirque. La più celebre casa da gioco era posta al numero 113 che possedeva otto sale con sei tavoli da mwagaroulette. Al nº 154 si trovava la famosa "table d'or" così chiamata perché vi si giocavano solo somme forti, pagate appunto in oro e non in carta monetacite-ref-17[17]. Presso una di queste sale avviene l'evento chiave de mwagumwagyLa Comédie humaine di Raphaël de Valentin. Louis Verron dedicò l'intero dodicesimo capitolo del suo mwagkMémoires d'un bourgeois de Paris a raccontare le sue avventure al gioco presso il mwagoPalais-Royal nel 1818.

• mwag0La prostituzione

Tutto il denaro circolante al mwahqPalais-Royal non poteva che attirare l'attenzione del mondo della mwahuprostituzione e delle ragazze di facili costumi: «È soprattutto la sera - scriveva Berthier de Sauvignycite-ref-18[18] quando le luci si fanno soffuse, che il mwahoPalais-Royal riprende la sua anima caratteristica; è in quel momento che le ragazze escono dalle loro abitazioni e si mescolano tra la folla alla ricerca di clienti.» I clienti abituali si trovavano nei mwahscafés-caveaux che erano molto alla moda durante il mwah0Primo Impero francese e durante i primi anni della mwah4Restaurazione. Un acquerello di Opizcite-ref-19[19] mostra degli ufficiali d'esercito alla fine del 1815 intenti a discutere le tariffe con alcune di queste ragazze davanti alla casa di gioco posta al nº 113 (il celebre feldmaresciallo mwaimBlücher, una volta giunto a Parigi con le truppe occupanti, si dice si sia recato al mwaiqPalais-Royal e che in una sola sera vi abbia perso più di 1 milione e mezzo di franchi).

La spinta moralizzatrice dapprima contro il gioco d'azzardo (1822)cite-ref-20[20] e poi contro la prostituzione voluta dallo stesso mwaioLuigi Filippo (1836) portarono lentamente alla scomparsa di questo mondo e degli anni delle follie a palazzo.

Note

cite-note-horne131-11. mwajm(mwajqmwajuEN) mwajyAlistair Horne, mwajcmwajgLa Belle France, USA, Vintage, 2004, p.mwajk 131, mwajoISBNmwajs 978-1-4000-3487-1. mwaj0URL consultato il 7 dicembre 2010. mwaj8«...between 1633 and 1639, Richelieu built a princely palace... which he bequeathed to the King. Known initially as the Palais-Cardinal, when the royal family moved in after Richelieu's death it gained the name it has held ever since, – the Palais-Royal.»
cite-note-22. mwakm(mwakqmwakuFR) Mary Platt Parmele, mwakcmwakgA Short History of France, New York, C. Scribner's sons, 1906, pp.mwakk mwako142–143. Ospitato su mwaksInternet Archive.
cite-note-referencea-33. mwalmmwalqBarker 1989.
cite-note-44. mwalgmwalkRudeck 2010.
cite-note-55. mwal0(mwal4mwal8ENmwama) mwameThe Hon. Nancy Freeman-Mitford, mwamiThe Sun King.
cite-note-66. mwamymwamcAyers 2004,mwamg p. 47.
cite-note-77. mwamwmwam0Ayers 2004,mwam4 pp. 47-48.
cite-note-88. mwanimwanmClarke 1998,mwanq pp. 1-2, 19-20.
cite-note-99. mwangmwankPitou 1983,mwano vol. 1, pp. 13, 26-30; mwansmwanwAyers 2004,mwan0 pp. 47-48.
cite-note-1010. mwaoemwaoiHemmings 1994,mwaom p. 37; mwaoqmwaouWild 2003; per la data d'inaugurazione vedi la voce mwaoyBeaujolais (théâtre des) in mwaocmwaogLecomte 1905, mwaokp. 15.
cite-note-1111. mwao0mwao4Wild 2003; mwao8mwapaAyers 2004,mwape pp. 47-48; vedi anche la voce mwapiVariétés (théâtre des) in mwapmmwapqLecomte 1905, mwapup. 55, e la voce mwapyPalais-Royal (2mwapce théâtre du) a mwapgp. 47.
cite-note-1212. mwapwmwap0Netter 1996,mwap4 pp. 69-70; mwap8mwaqaHemmings 1994,mwaqe pp. 60-63; vedi anche le voci mwaqiVariétés-Amusantes in mwaqmmwaqqLecomte 1905, mwaqup. 55, e mwaqyFrançais de la rue Richelieu a mwaqcp. 29.
cite-note-segard-1313. mwaq0(mwaq4mwaq8EN) Testard Segard, mwaramwarePicturesque Views of Public Edifices in Paris, London, Gale, Curtis, and Fenner, 1814, p.mwari 9. Ospitato su mwarmmwarqGoogle Books.
cite-note-1414. La numerazione delle arcate delle gallerie del mwargPalais-Royal non è mai cambiata sin dalla sua creazione.
cite-note-1515. Sul sito mwarwmwar0Paris-bistro.com mwar4Archiviatomwar8 il 6 ottobre 2014 in mwasaInternet Archivemwase. si legge: mwasmmwasq...le Café des Mille-Colonnes, dès 1807 se situe dans la galerie de Montpensier au 1er étage du nº36. Il doit son nom aux multiples colonnes (plus de 30) qui se réfléchissent dans la glace. Et il doit sa vogue surtout à la beauté de la maîtresse de maison, madame Romain, surnommé «la Belle Limonadière»,…
cite-note-1616. mwasg(mwaskmwasoFRmwass) Parent-Lardeur, mwaswLire à Paris au temps de Balzac, 1981, p. 149.
cite-note-1717. mwatamwateSauvigny 1977,mwati p. 199.
cite-note-1818. mwatymwatcSauvigny 1977,mwatg p. 380.
cite-note-1919. Georges-Emmanuel Opiz o Opitz (Praga 1775mwatw –Lipsia 1841), pittore giunto a Parigi nel 1813, realizzò diversi acquerelli con scene di vita popolare.
cite-note-2020. mwauamwaueSauvigny 1977,mwaui p. 282.

Bibliografia

• citerefayers-2004(EN) Andrew Ayers, The Architecture of Paris, Stuttgart, Axel Menges, 2004, ISBN 9783930698967.
• citerefbarker-1989(EN) Nancy Nichols Barker, Brother to the Sun King: Philippe, Duke of Orléans, Baltimore; London, The Johns Hopkins University Press, 1989, ISBN 9780801837913..
• mwaug(EN) Germain Brice, A New Description of Paris... Translated out of French, London, Henry Bonwicke, 1687. Ospitato su Google Books.
• citerefclarke-1998(EN) Jan Clarke, The Guénégaud Theatre in Paris, 1673–1680, collana Founding, Design and Production, vol. 1, Lewiston, New York, The Edwin Mellen Press, 1998, ISBN 9780773483927..
• citereffauquet-2003(FR) Joël-Marie Fauquet (a cura di), Dictionnaire de la musique en France au XIXe siècle, Paris, Fayard, 2003, ISBN 9782213593166.
• mwauw(EN) Françoise Hamon, Contant d'Ivry, Pierre, in Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art, vol. 7, 34 voll., New York, Grove, 1996, pp. 773-774, DOI:10.1093/gao/9781884446054.article.T019204, ISBN 9781884446009.
• citerefhemmings-1994(EN) F. W. J. Hemmings, Theatre and State in France, 1760–1905, New York, Cambridge University Press, 1994, ISBN 978-0-511-00042-3.
• citerefkennedy-et-al-1996(EN) Emmet Kennedy, Marie-Laurence Netter, James P. McGregor e Mark V. Olsen, Theatre, Opera, and Audiences in Revolutionary Paris, Westport, Connecticut, Greenwood Press, 1996, ISBN 978-0-313-28960-6.
• mwava(EN) Jules Lair, Louise de La Vallière and the Early Life of Louis XIV, traduzione di Ethel Colburn Mayne dalla 4ª edizione francese, New York, G. P. Putnam's Sons, 1908. Ospitato su Internet Archive.
• mwavi(FR) Guy Lambert e Dominique Massounie, Le Palais Royal, Editions du Patrimoine, Centre des Monuments Historique, 2006, ISBN 978-2-7577-01041.
• citereflecomte-1905(FR) Louis-Henry Lecomte, Histoire des théâtres 1402–1904. Notice préliminaire, Paris, Daragon, 1905. Ospitato su Google Books.
• mwavu(EN) Marie-Laurence Netter, Theatres and Their Directors. in mwavyKennedy et al. 1996, pp. 65-73
• citerefpitou-1983(EN) Spire Pitou, The Paris Opéra : An Encyclopedia of Operas, Ballets, Composers, and Performers, 3 voll., Westport, Connecticut, Greenwood Press, 1983-1990, ISBN 978-0-686-46036-7.
• mwavk(FR) Aurélia Rostaing, Pierre II Desgots (1630–1688) et Claude Desgots (v. 1658 – 1732), in Créaturs de jardins et de paysages en France de la Renaissance au XXIe siècle, sotto la direzione do Michel Racine, Tome I: de la Renaissance au début du XIXesiècle, École nationale supérieure du paysage, 2001, pp. 72-75, ISBN 2742732802.
• citerefrudeck-2010(FR) Claudia Rudeck, Aile de la galerie du Palais-Royal, in Jules Hardouin-Mansart 1646–1708curatore=Alexandre Gady, Paris, Éditions de la Maison des sciences de l'homme, 2010, pp. 417-420, ISBN 9782735111879.
• mwavw(FR) G.-Roger Sandoz, Le Palais-Royal d'après des documents inédits, 1629-1900, Tome second: Depuis la révolution jusqu'à nos jours, Paris, Société de Propagation des Livres d'Art, 1900, OCLC 493348166.
• citerefsauvigny-1977(FR) Berthier de Sauvigny, Nouvelle histoire de Paris : La Restauration, Paris, Hachette, 1977.
• citerefwild-2003(FR) Nicole Wild, Palais-Royal, Théâtre du. in mwav8Fauquet 2003, p. 932.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su Palais-Royal
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Palais-Royal

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su domaine-palais-royal.fr.
• citerefbritannica-com(EN) Palais-Royal, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Palais-Royal, su archINFORM.
• mwaw4(FR) Le Palais-Royal, su conseil-constitutionnel.fr, Conseil Constitutionnel. URL consultato il 16 novembre 2008.
• mwaxa(FR) Le palais royal de 1793 à l'installation du Conseil, su conseil-etat.fr, Le Conseil d'Etat. URL consultato il 16 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2008).